Oggi alle 18e30
presso la sede della Giulio Perrone Editore (Via Eleonora d'Arborea, 30 - Roma, Piazza Bologna)
ci sarà la premiazione della prima edizione del concorso letterario Fili di Parole. Nell'ambito della serata Perrone presenta l'antologia del premio.
In questa antologia saranno presenti anche dei miei testi.
INFO:
http://www.giulioperroneditore.it
mercoledì 30 gennaio 2008
venerdì 25 gennaio 2008
New Edition for Décadence is coming out on may 2008

defeat
Listening to Bruckner on the radio
wondering why I'm not half mad
over the latest breackup with my
latest girlfriend
wondering I'm not driving the streets
drunk
wondering why I'm not in the bedroom
in the dark
in the grevious dark
pondering
ripped by half-thoughts.
I suppose that at last
like the average man:
I've known too many women
and instead of thinking,
I wonder who's fucking her now?
I think
she's giving some other poor son of a bitch
much trouble right now.
listening to Bruckner on the radio
seems so peaceful.
too many women have gone through.
I am at last alone
without being alone.
I pick up a Grumbacker paint brush
and clean my fingernails with the hard sharp end.
I notice a wall socket.
look, I've won.
(Charles Bukowski)
domenica 16 dicembre 2007
Sunday Blues #002

Sunday blues #002
On Sunday I sometimes immagine myself to be reflected in a mirror.
I can’t see my natural madness.
I drink dozen bottles of beer to kill time.
I’m awake & I can’t feel alive.
Love consumes and idomitable dissolves our minds in a glimmer of substance.
I chose the path of a lonely relationship
of days of indolence
of acid colours
of crazy harmony.
sabato 15 dicembre 2007
sunday blues #02
La domenica a volte immagino me stesso riflesso in uno specchio.
Non riesco a scorgere la mia naturale follia.
Bevo decine di bottiglie di birra
per ingannare lo scorrere del tempo
che giunge inesorabile nelle tarde ore del mattino.
Sto sveglio & non riesco a sentirmi vivo.
L'amore devasta le nostre menti sciogliendo indomito un barlume di sostanza.
Ho scelto la strada della solitaria sbornia
dei giorni facili
dei colori acidi
della pazza armonia
Non riesco a scorgere la mia naturale follia.
Bevo decine di bottiglie di birra
per ingannare lo scorrere del tempo
che giunge inesorabile nelle tarde ore del mattino.
Sto sveglio & non riesco a sentirmi vivo.
L'amore devasta le nostre menti sciogliendo indomito un barlume di sostanza.
Ho scelto la strada della solitaria sbornia
dei giorni facili
dei colori acidi
della pazza armonia
Immagini introverse
Ritrovai la purezza delle immagini
nelle riprese otto millimetri
amatoriali & banali
di una donna
& per un momento apprezzai di nuovo
la vita reale
quella dei colori
quella dei frastuoni
del folclore
delle anime felici ma soggiogate
nelle riprese otto millimetri
amatoriali & banali
di una donna
& per un momento apprezzai di nuovo
la vita reale
quella dei colori
quella dei frastuoni
del folclore
delle anime felici ma soggiogate
Ansia (from my book décadence-introverse images)
Il cuore dilaniò l’incoscienza nell’attesa di un’ebbra incostanza di formalismo etnico
denigrai la truce emarginazione di un sogno immortalandolo con il fuoco labile & cancerogeno di una sigaretta.
;visus;
Il fumo non fece altro che spandersi nella macchina, vorticosamente, tra i finestrini & il mondo circostante inflazionando sommessamente la cenere concitante dei miei gesti.
Non ebbe affatto un effetto terapeutico anzi accentuò il mio trasgredire alla normale fisionomia dell’ora cosa molto sconcertante per colui che era attento al minimo particolare.
Giunsero in una grigia nube di ipocrisia anche in ritardo le loro facce erano inaccettabili in quella determinata sede quasi volessi cancellarle ritagliai uno spazio di suscettibile macchinazione.
Un sorriso invase la mia sordida insolenza non appena vidi lei incerta se salutarmi calorosa o meno
-era un suo difetto-
non lasciava trapelare le proprie apparenze se non da chi voleva lei.
La sua amica era perplessa nel percepire ciò che stava accadendo fu come una coincidenza, legata ad un lampo di genio, salii in macchina.
Chiacchierammo animatamente riflettendo insanamente la falsa luce marginale del mito materia divenuta la cosa fu molto cupa.
Ci ritrovammo a gradire un sordido & occasionale involucro di sostanza
facendo finta di non notare la nuova arrivata
mentre lei dall’alto del suo turpiloquio
lacerava lenta & greve la sostanza del mio essere.
Nei miei sogni era lei la chiave.
denigrai la truce emarginazione di un sogno immortalandolo con il fuoco labile & cancerogeno di una sigaretta.
;visus;
Il fumo non fece altro che spandersi nella macchina, vorticosamente, tra i finestrini & il mondo circostante inflazionando sommessamente la cenere concitante dei miei gesti.
Non ebbe affatto un effetto terapeutico anzi accentuò il mio trasgredire alla normale fisionomia dell’ora cosa molto sconcertante per colui che era attento al minimo particolare.
Giunsero in una grigia nube di ipocrisia anche in ritardo le loro facce erano inaccettabili in quella determinata sede quasi volessi cancellarle ritagliai uno spazio di suscettibile macchinazione.
Un sorriso invase la mia sordida insolenza non appena vidi lei incerta se salutarmi calorosa o meno
-era un suo difetto-
non lasciava trapelare le proprie apparenze se non da chi voleva lei.
La sua amica era perplessa nel percepire ciò che stava accadendo fu come una coincidenza, legata ad un lampo di genio, salii in macchina.
Chiacchierammo animatamente riflettendo insanamente la falsa luce marginale del mito materia divenuta la cosa fu molto cupa.
Ci ritrovammo a gradire un sordido & occasionale involucro di sostanza
facendo finta di non notare la nuova arrivata
mentre lei dall’alto del suo turpiloquio
lacerava lenta & greve la sostanza del mio essere.
Nei miei sogni era lei la chiave.
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